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La Teleregolabile: la Canna per la Pesca al Tocco alla Trota in Torrente

Pubblicato da Giovanni Delle Donne il 20/03/2012 in Trota Torrente

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Michele Moscati a pesca con la teleregolabile

Questa pagina è interamente dedicata alla canna Teleregolabile da Trota Torrente. In essa troverai interessanti spunti sulla sua storia, sulla tecnologia che la contaddistingue e su come sceglierla ed usarla al meglio.

Il processo di scelta di una Teleregolabile è alquanto difficoltoso, soprattutto per chi si avvicina a questa disciplina. Per tal ragione in questo articolo vengono sottolineati tutti gli aspetti da prendere in considerazione per scegliere una Teleregolabile nel migliore dei modi.

Buona lettura!

Storia della Teleregolabile

La Teleregolabile non è una canna da pesca! E' un capolavoro della tecnologia e della ricerca nel campo dei materiali compositi. Non possiamo sminuire la Teleregolabile, definendola semplicemente canna da pesca. Dobbiamo necessariamente sottolineare che rappresenta la Regina delle canne da pesca. E non a caso è concepita proprio per adescare principalmente le regine dei torrenti montani: le trote fario.

Osservando una teleregolabile moderna non ci si stupisce più di tanto di quanta tecnologia richieda un attrezzo del genere. Eppure chi ha qualche anno in più sulle spalle sicuramente ricorda le teleregolabili in bambù od in canna dolce (nizza). In appena trent'anni si è passati dal legno al materiale composito. Semplicemente fantastico per i pescatori. Forse un po' meno per le trote.

Artefice e promotore della canna teleregolabile fu Bernardino Cesano, il quale, nel 1966,1968 e 1969, vinse tre campionati italiani, allora denominati Gran Torneo Fips. Come ogni genio innovatore, Cesano si contraddistinse per un mirabile pensiero fuori dagli schemi. A quei tempi si pescavano le trote in torrente con canne in nizza lunghe al massimo cinque metri. Bernardino innovò, cominciando ad utilizzare canne sempre in nizza, ma molto più lunghe delle solite, con anelli passa-filo, raccogli-filo e cimino ricurvo, oltre che rinforzato. Era sorta l'idea che avrebbe portato alla teleregolabile.

Quella di Cesano era ancora solo una canna da tocco. Poco tempo dopo, sulla scia della sua visione, vennero realizzate le prime teleregolabili, il cui nome deriva dal semplice meccanismo di regolazione della lunghezza, attraverso i famosi blocchi formati da guaine autorestringenti.

Anno dopo anno, la tecnologia dei materiali permise di realizzare canne teleregolabili sempre più sofisticate, di lunghezza maggiore e peso ridotto. Il settore agonistico Trota Torrente indubbiamente ha rappresentato il traino dell'innovazione tecnologica. Negli anni novanta gli agonisti utilizzavano perlopiù canne con una lunghezza massima di otto metri. Le dieci metri erano poche, le tredici rarissime. Oggi le tredici metri vengono sfoggiate in quasi tutte le gare, nelle quali sono consentite.

Ma dov'è il gioco di prestigio della tecnologia, che ha consentito un miracolo del genere? Ovviamente nei materiali compositi, ma soprattutto nella cosiddetta fase dispersa degli stessi, rappresentata oggigiorno dalla famigerata fibra di carbonio, che ha soppiantato la fibra di vetro. Il carbonio materializza il sogno di ogni pescatore di torrente: una canna lunghissima, resistente, rigida, maneggevole e leggera. Inutile sottolineare che la tecnologia avanza anno per anno, proponendo agli appassionati materiali sempre più innovativi e prestanti per sfogare la passione per il torrente.

Bene, ma a cosa serve una teleregolabile? Perché dev'essere così lunga? Non basterebbe una canna da lancio di pochi metri per pescare in torrente? La risposta è banale: in torrente, nella maggior parte dei casi, bisogna calare l'esca in punti prestabiliti molto lontani dal pescatore e non è possibile adottare canne da lancio, poiché la lenza va calata con dolcezza in un punto esatto e manovrata a dovere sottovetta.

Come scegliere una teleregolabile

Caratteristiche che contraddistinguono una teleregolabile

Una teleregolabile si differenzia dalle altre canne principalmente per il fatto che offre al pescatore la possibilità di usare solo alcune sezioni della canna e tenerne bloccate delle altre. Tale teleregolazione è resa possibile da alcuni dispositivi:

  1. Delle boccole applicate in prossimità degli anelli, solitamente realizzate con guaine termorestringenti od in neoprene. Tali boccole bloccano la sezione dall'alto;
  2. Delle fascette in neoprene, che stabilizzano inferiormente la sezione, in modo da tenerla ferma;
  3. Un foro nel tappo gommato del calcio, che consente di far fuoriuscire l'aria compressa dalla chiusura di una sezione o l'acqua eventualmente entrata all'interno della canna.
  4. Degli anelli a doppio ponte, magari in materiali di alto pregio e reistenza all'usura come il Sic o l'Alconite. Altrimenti realizzati in materiali ceramici. Su molte teleregolabili, comunque, vengono montati anche anelli a ponte singolo. Il doppio ponte è molto utile in quanto le continue aperture/chiusure delle varie sezioni, potrebbero portare, per distrazione, alla rottura degli anelli a ponte singolo.
Immagine boccole, anelli a doppio ponte e foro nel tappo del calcio

La figura evidenzia distintamente le boccole, gli anelli a doppio ponte ed il foro nel tappo del calcio

Lunghezza

La lunghezza della teleregolabile dipende fortemente dall'ambiente che si deve affrontare e dal tipo di pesca che si vuole effettuare. La lunghezza di un tale attrezzo può variare dai 5 ai 13 metri.

  1. Se si deve pescare sottovetta, soprattutto in piccoli torrenti e ruscelli è necessario utilizzare una canna lunga abbastanza da sondare ogni possibile tana delle trote rimanendo quanto più invisibili ai pesci. Generalmente in tali casi una 8 metri è quasi sempre più che sufficiente. Al massimo si arriva ad una 10 metri.
  2. Se, inceve, si deve lanciare la lenza, pescando, dunque, a rodolon, a pendolino o a bandiera, allora sarà sufficiente una teleregolabile di 6-7 metri.
  3. Se si devono effettuare delle gare di pesca, la lunghezza della canna diviene un fattore fondamentale, poiché avere una canna lunga un metro in più dell'avversario può fare la differenza, dato che consente di sondare distanze maggiori. Per tal ragione sui campi gara generalmente si utilizzano canna tra gli 11.50 metri ed i 13 metri.

Azione

L'azione di una teleregolabile deve risultare piuttosto rigida, a seconda del gusto personale, con un'azione di punta. Ossia deve presentare le prime sezioni che si deformano elasticamente sotto l'applicazione di una trazione, mentre le restanti devono restare il più possibile indeformate. Con un'azione di tal genere, è possibile avvertire distintamente le "tocche" delle trote e recuperarle efficacemente una volta allamate, anche attraverso l'azione di "salpaggio al volo" tipica delle gare di pesca.

Peso e bilanciatura

Il peso di una teleregolabile è un fattore molto importante nel processo di scelta. Ma ancor più importante risulta la bilanciatura della canna, ossia la distribuzione dei pesi nelle varie sezioni, che determinano la reale sensazione di peso che s'avverte con la canna aperta. In effetti non è raro che una canna più pesante di altre da chiusa, una volta allungata risulti meglio bilanciata e quindi stanchi meno il braccio. Se si pensa che spesso si trascorrono ore pescando con la teleregolabile, s'intuisce bene perché peso e bilanciatura siano essenziali.

Pezzatura

Generalmente le teleregolabili vengono realizzate in due pezzature:

  1. Pezzatura lunga: presentano un calcio molto lungo, talvolta anche più di 1.80 metri.
  2. Pezzatura corta: presentano un calcio piuttosto corto. A parità di lunghezza, rispetto alla pezzatura lunga, hanno una sezione in più e quindi risultano meno bilanciate e meno rigide. Però divengono indispensabili, laddove la vegetazione è molto fitta e richiede attrezzi poco ingombranti. In tali luoghi, la pezzatura lunga risulterebbe praticamente ingestibile.

Materiale

Le teleregolabili sono realizzate con materiali compositi tecnologicamente avanzatissimi, con fibre di carbonio ad alto modulo. Queste ultime garantiscono alta resistenza meccanica, a fronte di peso ridotto, maneggevolezza, bilanciatura e rigidità. Grande distinzione viene fatta dai cultori delle teleregolabili tra canne realizzate in Italia (Made in Italy) e canne realizzate nei "paesi a bassa manodopera", come la Cina. Generalmente le prime rappresentano il Top di Gamma, mentre le altre si collocano come teleregolabili dall'elevato rapporto qualità/prezzo, poiché comunque presentano progettazioni accurate, ma le fasi di lavorazione sono molto più economiche ed i materiali impiegati spesso di minor qualità.

Prezzo

Il prezzo è spesso l'elemento su cui si basa la scelta della teleregolabile, sia per chi si avvicina alla pesca in torrente, sia per chi pratica agonismo. Il primo, infatti, non conoscendo a fondo la tecnica, spesso punta su teleregolabili nuove di prezzo bassissimo e quasi sempre finisce coll'odiare la pesca in torrente, perché non dà risultati. La causa di ciò risiede, oltre che nella mancanza di esperienza, nell'utilizzo di una canna, che di teleregolabile ha solo il nome, dato che non è stata progettata accuratamente e dunque non offre la possibilità di pescare al tocco in modo opportuno. Inoltre non è raro che chi comincia compri una canna di ottima fattura, ma piuttosto vecchia e, ai primi utilizzi, la rompa, non trovando neppure i pezzi di ricambio, peraltro costosissimi.

L'agonista, di contro, punta sempre a canne Top di Gamma per massimizzare la propria performance e ciò porta a dover spesso scegliere teleregolabili usate, dato l'elevatissimo prezzo di quelle nuove.

Mentre per gli agonisti spesso non vi è alternativa al ricorso all'usato, il consiglio che si può fornire a chi comincia è indubbiamente quello di affidarsi ad una marca leader del settore e scegliere una canna con elevato rapporto qualità/prezzo e garanzia di 2 anni. In tal modo si avrà la possibilità di pescare al tocco nel migliore dei modi.

Pezzi di ricambio

Le rotture delle teleregolabili possono verificarsi per vari motivi:

  1. Difetti di fabbricazione o di materiali: in tal caso si può essere verificato un errore in fase di lavorazione e dunque, se la teleregolabile, è in garanzia, la riparazione viene effettuata gratuitamente dal negoziante, che l'ha venduta;
  2. Utilizzo maldestro della canna: è il caso più frequente ed il successivo capitolo 4 è interamente dedicato a come evitare queste rotture, legate all'inesperienza o spesso alla fretta;
  3. Logorio: a lungo andare qualsiasi materiale subisce un logorio, che talvolta può portare a rotture. I garisti, che sfruttano al massimo le proprie teleregolabili ne sanno qualcosa.

Quindi può capitare che la teleregolabile subisca una rottura e dunque debba essere riparata. Su tale argomento si può aprire un vasto dibattito, che differenzia le teleregolabili "Made in Italy" dalle teleregolabili "Made in China" od in altri paesi a bassa manodopera. In effetti le prime costano qualcosa in più, ma generalmente la loro realizzazione è artigianale. Ciò significa che i pezzi di ricambio possono essere prodotti anche a distanza di molti anni dall'acquisto della teleregolabile. La stessa cosa non vale per le teleregolabili importate, i cui pezzi di ricambio sono disponibili solo in alcuni periodi - spesso si deve attendere l'arrivo dei nuovi pezzi importati - e dopo molti anni potrebbero divenire addirittura introvabili.

Quest'argomento è sicuramente noto a molti pescatori, che, per risparmiare, hanno acquistato teleregolabili d'importazione e, alla prima rottura, magari anche durante la garanzia, hanno dovuto attendere mesi prima di poter tornare sul torrente. Se invece la rottura è avvenuta a molti anni dall'acquisto, ora indubbiamente la teleregolabile riposa in pace in qualche ripostiglio, poiché il pezzo di ricambio non sarà mai più disponibile.

Dunque su questo punto è bene riflettere attentamente prima dell'acquisto e decidere se affidarsi al "Made in Italy" oppure al "Made in China". Logicamente le variabili da considerare sono tante e strettamente legate alle esigenze del singolo pescatore.

Trote da insediare

Il pesce da insediare con la teleregolabile, ne determina fortemente la scelta. Dando per scontato che l'azione di pesca sia rivolta alle trote, occorre avanzare un'opportuna distinzione tra trote selvatiche e trote d'immissione. Le prime, nate e cresciute nei corsi d'acqua, conoscono alla perfezione quale cibo offre la natura e dunque prediligono esche presentate in maniera il più naturale possibile, ossia trasportate dalla corrente.

Le trote d'immissione, invece, provenienti da ripopolamenti, presentano un comportamento molto diverso nei confronti dell'esca. Generalmente, in effetti, la prediligono quando essa si presenta con vorticosa rotazione in controcorrente.

Se si volesse insediare trote selvatiche, dunque, occorrerebbe una teleregolabile altemente reattiva, per ferrare prontamente in occasione delle prime tocche ed evitare che la trota si insospettisca e sputi l'esca.

Per quanto riguarda la trota d'immissione, invece, si può ricorrere tranquillamente anche a canne lievemente meno reattive.

Molto importante è anche la rigidità del cimino. In effetti una vetta troppo rigida, farebbe avvertire al salmonide molta resistenza e potrebbe indurlo ad abbandonare l'esca.

Cosa controllare della teleregolabile al momento dell'acquisto

Controllare gli anelli

Tutti gli anelli devono essere perfettamente intatti sia nei sostegni esterni sia nel passante centrale. Quest'ultimo dev'essere assolutamente liscio altrimenti potrebbe danneggiare il filo.

Controllare le boccole

Tutte le boccole devono bloccare a dovere la relativa sezione e devono consentirne l'estrazione senza fatica. Nelle canne nuove può avvenire che le boccole siano molto dure. Tale problema si risolve col tempo.

Controllare il foro nel tappo del calcio

Tutte le teleregolabili devono presentare un foro sul tappo di gomma applicato alla base del calcio, per poter scaricare aria ed acqua. Qualora questo foro non sia sufficientemente grande da far fuoriuscire l'aria compressa dalla chiusura delle sezioni, andrà ingrandito.

Controllare la placca del mulinello

La placca del mulinello dev'essere opportunamente montata in asse con gli anelli e deve presentare uno scorrevole per bloccare il mulinello, perfettamente funzionante.

Controllare le sezioni

Tale controllo è stato posto per ultimo non perché sia il meno importante, bensì perché è di vitale importanza per prevenire rotture. Per evidenziare eventuali cricche presenti nelle varie sezioni, è opportuno controllarle esponendole ad una forte luce, come quella solare. In tal modo si riuscirà a notare perfettamente se presentano delle cricche, che col tempo potrebbero portare a rottura.

Invece è del tutto normale trovare sulle varie sezioni dei lievi graffi superficiali e dei minuscoli residui di materiale composito. Questi non pregiudicano affatto l'azione della sezione e sono legati alle fasi di lavorazione spesso artigianali della teleregolabile.

Come usare al meglio una teleregolabile per prevenire rotture

Boccole dure ai primi utilizzi

Talvolta le boccole, ai primi utilizzi della teleregolabile, risultano molto dure e difficili da aprire. Quest'aspetto è del tutto normale e col tempo si risolve. Spesso, però, le boccole risultano addirittura impossibili da sfilare. Se succede non è il caso di allarmarsi e si può sfruttare un semplice stratagemma: utilizzare un normale phon da capelli e scaldare la boccola finché essa non fuoriesce. In effetti le boccole sono realizzate in materiali termorestringenti e l'applicazione del calore ne riduce il volume.

Allineare perfettamente tutti gli anelli quando si apre la canna

Un mancato allineamento degli anelli può causare addirittura la rottura di alcune sezioni, poiché queste vengono sollecitate in maniera non specifica e non resistono alla trazione applicata.

Non lanciare "da sopra", ma solo "da sotto a pendolo"

La teleregolabile è progettata per risultare altamente rigida, per cui, nella quasi totalità dei casi, non consente di essere utilizzata come una normale canna nella fase di lancio. Dunque non consente il classico "lancio da sopra". Qualora si debba lanciare la lenza, sarà opportuno ricorrere ad un "lancio da sotto a pendolo".

Estrema attenzione nel salpaggio della trota

Il recupero della trota e spesso il relativo salpaggio, che avviene quasi per lo più in gara, è una fase molto delicata, poiché la teleregolabile viene sollecitata fortemente. Naturalmente è fondamentale conoscere approfonditamente la propria canna prima di cimentarsi nel primo salpaggio, in modo da sfruttarne al meglio l'elasticità.

Enorme attenzione dev'essere posta anche nel caso di cattura di una grossa preda, che, con l'aiuto della corrente, potrebbe portare a rottura alcune sezioni della canna.

Infine, quando possibile, è sempre meglio recuperare la trota, chiudendo qualche sezione in modo da diminuire la sollecitazione della teleregolabile. In effetti maggiore è la lunghezza a cui si pesca, maggiore è la sollecitazione che subiscono le varie sezioni.

Non comprimere, calpestare o far urtare le sezioni della canna

Le sezioni della canna sono sacre. Non vanno mai schiacciate con le mani, né tantomeno calpestate sbadatamente e non vanno fatte urtare violentemente. Per evitare di comprimere con le mani le sezioni è fondamentale sfilarle attraverso le boccole e non tirando la parte finale della sezione precedente.

Per evitare di calpestare la canna è fondamentale non posarla a terra durante le operazioni di slamatura, bensì tenerla o tra le gambe o sotto un braccio.

Infine è fondamentale evitare di far urtare le sezioni della teleregolabile, soprattutto contro i pericolosissimi pallettoni. Dunque in caso di ferrata col pallettone, prestare la massima attenzione nel dosare la forza di ferrata, poiché se essa andasse a vuoto, il rischio di colpire la canna sarebbe molto elevato.

Non forzare la teleregolabile in caso d'incaglio

Nella pesca al tocco gli incagli fanno parte del gioco. E' inutile prendersela con Dio, perdere la pazienza, ma soprattutto forzare la teleregolabile. Se ci s'accorgete che il finale è irrimediabilmente incagliato sul fondo o nella vegetazione, basta porre la teleregolabile in asse con la lenza e tirate dolcemente verso di sé. Se si sta utilizzando un finale più sottile del filo sovrastante, come sempre consigliato, si perderà solo quello e si potrà tornare in pesca in pochi secondi sostituendolo.

Lavare la teleregolabile dopo ogni battuta di pesca

La teleregolabile va trattata come la più affascinante delle donne. Bisogna averne una cura quasi maniacale. Solo in tal modo è possibile evitare le famose cricche da graffio di terra che a lungo andare portano alla rottura delle sezioni. In effetti durante l'azione di pesca si maneggiano le varie sezioni con mani sporche di terra ed altro. Inevitabilmente sulla canna rimangono dei residui, che se non rimossi opportunamente dopo l'azione di pesca, porteranno prima a graffi superficiali e pian piano a cricche strutturali, che decreteranno la rottura della sezione.

Dunque è necessario armarsi di due semplici strumenti: un panno che non lasci residui e dell'acqua. Con essi, alla fine di ogni pescata, si potranno lavare delicatamente ed accuratamente sia le varie sezioni sia gli anelli.

Lucidare la teleregolabile

Ogni tanto è possibile lucidare la teleregolabile con del silicone liquido, per riconferirle un aspetto da canna appena uscita dal negozio. Anche in tal caso si utilizzerà un panno che non lasci residui per effettuare la lucidatura sia delle sezioni sia degli anelli.



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